Mondiali di nuoto: l'Italia che non smette di sognare

 

C’è un’Italia che si nasconde tra le corsie di una piscina, un’Italia fatta di sacrifici, determinazione, grinta. Un’Italia che profuma di cloro e che non smette mai di sognare. Questa è l’Italia scesa in acqua ai Mondiali di Nuoto di Budapest. L’Italia più bella, l’Italia più vera.

Sono sedici le medaglie conquistate dagli 89 gladiatori azzurri che nelle scorse due settimane hanno difeso il tricolore durante la XVII edizione dei Campionati Mondiali di Nuoto. Sedici medaglie, sedici leggende, sedici storie incredibili.

Storie incredibili, come quella di Alessandro De Rose che tra un tuffo e l’altro lavora come cameriere e che a Budapest ha conquistato la prima medaglia italiana nei tuffi dalle grandi altezze. Storie commoventi, come quella di Simona Quadarella che ad appena 18 anni ha vinto il bronzo iridato nei 1500sl, scoppiando poi a piangere per la gioia.

Storie favolose come quella di Giorgio Minisini, oro e argento nel sincro misto in coppia con Manila Flamini e Mariangela Perrupato, lui che di anni ne ha 21 e che qui a Budapest è riuscito a battere quello che da bambino era il suo idolo. Storie quasi fantascientifiche, come quella di Federica Pellegrini che a Budapest è riuscita ancora una volta a vincere quella finale che da ormai 13 anni la vede protagonista.

Storie che profumano di cloro, storie la cui trama è intrisa di sacrifici e passione, quella vera. La passione dei gemelli diversi Detti e Paltrinieri, amici prima che avversari, che da questa rassegna iridata se ne vanno con un oro e un bronzo a testa, e tanti abbracci. Perché nel nuoto accade che il rispetto e l’amicizia vengono prima di qualsiasi altro risultato.

Storie da brividi, come quella di Arianna Bridi. Lei, classe ’95, nelle acque del Lago Balaton ha mostrato la tenacia e la classe di una veterana conquistando due bronzi pesantissimi per il nuoto di fondo assurto. Storie di ragazze e ragazzi che credono nei propri sogni, storie di chi ci mette il cuore e la testa come Mario Sanzullo e Matteo Furlan, come Elena Bertocchi e Giovanni Tocci, come Rachele Bruni, Giulia Gabrielleschi, Federico Vanelli.

Loro rappresentano quell’Italia che non si arrende mai, quell’Italia che niente e nessuno può fermare, quell’Italia che non smette mai di sognare. A Budapest quegli 89 gladiatori azzurri scesi in acqua sono riusciti a conquistare ben 16 medaglie e la spedizione magiara è diventata la più medagliata di sempre per l’Italia a un campionato iridato.

Questa è un’Italia che profuma di cloro e che vuole farsi vedere, un’Italia umile e combattiva che è riuscita ancora una volta a salire sul tetto del mondo. A Budapest si concludono i Mondiali di nuoto, i mondiali più belli di sempre per il nuoto azzurro.

Grazie ragazzi, grazie gladiatori e non smettete mai di sognare.